Massimiliano d’Asburgo nacque nel castello imperiale della città di Wiener Neustadt, figlio di Federico III e di sua moglie Eleonora d’Aviz. I due imperiali consorti contavano particolarmente sulle capacità del loro unico figlio maschio sopravvissuto che decisero di chiamare Massimiliano, in onore di un santo balcanico.

Non solo i genitori, ma tutto l’impero poneva in Massimiliano le più grandi speranze: era considerato infatti come un bambino inviato da Dio, destinato a realizzare grandiose imprese. Subito attorno alla nascita di Massimiliano furono create le più svariate leggende, che contribuirono a diffondere l’amore popolare e la fama di cui godette il giovane erede al trono.[
Massimiliano trascorse i primi anni di vita nella città di Wiener Neustadt dove crebbe con rigore. A fianco delle sue passioni, i duelli e i tornei, Massimiliano era costretto ad assistere a lunghe lezioni che lo portarono a imparare in breve tempo il tedesco e il latino, nonché l’italiano e il francese. La corte asburgica non amava l’ostentazione del lusso e Massimiliano crebbe secondo le antiche usanze dei suoi antenati, lontano da raffinatezze ed eleganza.[
Ben presto, nel 1467, Eleonora morì, rimpianta da tutta la corte e in particolare dal marito: Federico infatti non si volle più sposare lasciando il futuro della dinastia nelle mani dell’unico suo figlio maschio sopravvissuto.
Massimiliano si presentò fin dall’inizio come un ragazzo vivace, che adorava il combattimento e allo stesso tempo era attirato dall’arte e dalla cultura.
La situazione dell’Impero e dell’imperatore nella seconda metà del Quattrocento si presentava problematica: Federico III era perennemente alla ricerca di finanziamenti che spesso i litigiosi rappresentanti degli stati tedeschi rifiutavano di concedergli. Si decise allora di trovare una sposa per l’erede al trono che portasse una ricca dote; la scelta cadde sulla figlia del duca di Borgogna Carlo il Temerario, nemico dei francesi come Federico e signore del più ricco territorio d’Europa: la Borgogna infatti era allora al suo massimo splendore. Pur essendo formalmente molto legato alla Francia, il duca Carlo era completamente indipendente e aspirava addirittura a una corona, che sperava di ottenere dall’Imperatore.
Federico III e Carlo I si incontrarono presso Treviri, ma il loro accordo sfumò a causa dell’incertezza dell’imperatore. Intanto però Massimiliano e la figlia del duca, Maria, si erano visti e avevano avuto l’opportunità di conoscersi e di piacersi.[
Di lì a qualche anno tuttavia (1477) Carlo il Temerario morì in battaglia sotto le mura della città di Nancy, che stava cercando disperatamente di riconquistare e Maria si trovò a essere l’unica erede di tutta la fortuna paterna. Circondata da nemici, primi fra tutti gli agenti e i nobili al servizio del re di Francia Luigi XI, Maria si chiuse con pochi servitori fedeli nella città di Gand, attendendo l’arrivo di Massimiliano e dell’esercito imperiale. Dopo alcuni problemi legati a una scarsa disponibilità finanziaria (costante comune nella vita di Massimiliano), egli partì e giunse nei Paesi Bassi dove si ritrovò circondato dal favore popolare: nel giugno 1477 giunse a Gand e il 18 luglio 1477 sposò Maria.
Negli anni che seguirono Massimiliano continuò a combattere per l’integrità dei territori che erano appartenuti al suocero; intanto, nel 1478 e nel 1480 erano nati i suoi due figli, Filippo e Margherita.

Ma a distanza di due anni dalla nascita di Margherita, una tragedia si abbatté su Massimiliano: sua moglie Maria, durante una battuta di caccia, cadde da cavallo riportando gravi emorragie interne. Trasportata subito a Bruges, morì il 27 marzo 1482, rimpianta da tutta la corte e in particolare da Massimiliano, che si trovava ora a essere reggente per i figli, senza possedimenti propri.
Nel 1486 Massimiliano ricevette il titolo di Re dei Romani da suo padre Federico III. Il titolo lo designava come erede universale dell’imperatore alla sua morte.
Il 19 agosto 1493 si spense l’imperatore Federico III. Massimiliano, Re dei Romani, venne subito investito del potere imperiale.

Lo stesso anno della morte del padre, Massimiliano aveva sposato Bianca Maria Sforza, figlia del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, nella speranza di poter avere altri eredi. Bianca tuttavia si dimostrò ben presto incapace di avere figli.
Massimiliano decise di aderire alla Lega di Venezia,
che vedeva la Spagna, lo Stato Pontificio e i maggiori stati italiani combattere contro la calata dei francesi di Carlo VIII in Italia.
Sfortunato sul piano bellico, Massimiliano seppe fare la fortuna della sua Casa tramite una brillante politica matrimoniale, che ebbe come risultato l’ingrandire enormemente i territori controllati dall’Impero.

Da anni Massimiliano attendeva di essere incoronato a Roma dal pontefice. Chiese quindi libero transito nella pianura padana, che gli venne però vietato da Venezia. Usandolo come pretesto, ordinò l’occupazione del Cadore a gennaio del 1508. L’operazione venne svolta con facilità, tuttavia il successo fu breve e la guarnigione lasciata in Cadore venne sconfitta in marzo nella battaglia omonima. Nel frattempo Massimiliano si recò a Trento, vescovado che voleva assicurare rimanesse fuori dall’area di influenza veneziana. Vi giunse il 3 febbraio 1508, alla testa di una sorta di processione, in abito di pellegrinaggio. Il mattino del giorno seguente si recò nel Duomo, dove prese lo scettro e il globo e si fece proclamare dal suo cancelliere, il vescovo Matthäus Lang, imperator romanus electus. La formula venne presto approvata da Giulio II, ma si trattò della prima incoronazione imperiale non effettuata da un Papa.
Alla sua morte, 11 gennaio 1519, il titolo imperiale passò a suo nipote Carlo, dato che suo figlio Filippo, re consorte di Castiglia era morto nel 1506. Negli anni precedenti Massimiliano aveva nominato l’unica figlia, Margherita d’Asburgo tutrice in favore dei nipoti Carlo e Ferdinando che sarebbe divenuto anch’esso Sacro Romano Imperatore.

